VACCINI: UN GRANDE AFFARE?

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Quando ero più giovane, ho avuto la fortuna, insieme a mio fratello, di avere un nonno che dedicava tempo ai suoi nipoti, ci raccontava spesso storie a mo’ di parabole con il preciso intento di insegnarci alla sua maniera come affrontare la vita.

Purtroppo da giovani non sempre si è in grado di capire quello che una persona con più esperienza cerca di insegnarci. I giovani di solito capiscono “bene” solo quando l’errore è già consumato, come dice il vecchio detto “sbagliando s’impara”.

Tra i tanti racconti di mio nonno, in questi giorni di grande preoccupazione per l’epidemie e per l’atteggiamento di chi governa non sempre coerente e “chiaro” sulle vaccinazioni, mi torna in mente la storia del parroco e del suo muratore di fiducia addetto alle riparazioni ed alla manutenzione della chiesa: “Un parroco molto diligente ed ordinato aveva instaurato un rapporto di fiducia con un muratore molto stimato del paese e, ogni volta che la chiesa aveva bisogno di interventi di manutenzione o riparazioni, il muratore veniva chiamato a lavorare; l’uomo non faceva mai attendere molto il parroco e dopo molti anni il rapporto si era ben consolidato.

Un giorno, mentre il muratore era a letto con la febbre, incominciò a piovere e dal tetto della chiesa si infiltrava acqua in sacrestia; il parroco, come in tutti gli altri casi di bisogno, chiamò immediatamente il suo muratore di fiducia chiedendo un intervento urgentissimo perché era prevista ancora pioggia nei giorni successivi. Il muratore non poteva uscire di casa per colpa della febbre alta e, per non perdere la fiducia del parroco, mandò suo figlio, che da anni lo aiutava nei cantieri ed era diventato anch’egli un bravo muratore.

Dopo un’intera giornata di lavoro sul tetto della chiesa, il giovane, tornato a casa al tramonto, raccontò al padre, ancora febbricitante, che aveva provveduto a sistemare il tetto e che il parroco poteva stare tranquillo. Il padre, incuriosito, gli chiese come mai era rimasto una giornata intera a lavorare sul tetto della chiesa e il figlio gli rispose che oltre alla tegola rotta aveva sistemato tutto il tetto perché c’erano tante tegole ‘spostate’ ed anche qualcuna lesionata. Dopo avere ascoltato quanto aveva fatto il figlio, il padre con faccia preoccupata esclamò: ‘hai sistemato a regola d’arte il tetto ed ora non mangiamo più!’ ”.

Morale della favola: per guadagnare bisogna sì fare, ma per continuare a guadagnare è necessario creare i presupposti per nuove aspettative o bisogni.

Tutti sanno che le industrie farmaceutiche fino a qualche anno fa erano in “crisi” di fatturato e sicuramente i vaccini anticipati ogni anno contro le varie influenze che arrivano nel mondo sono diventati un’ancora di salvataggio, poi è arrivata la pandemia…

                             Louis Pasteur

Nessuno mette in dubbio quanto siano stati efficaci e quanto sono ancora utili e necessari i vaccini: ricordiamo il primo contro il Vaiolo grazie a Edward Jenner, contro il Colera e la Rabbia di Louis Pasteur, di Albert Sabin che ha sconfitto la Poliomielite… e tanti altri ancora ma, con la “storia” annuale dei  vaccini contro l’influenza e il fatto che le case farmaceutiche conoscono in anticipo il “ceppo” in arrivo, poi la Pandemia con tutte le incertezze su dosi, durata e efficacia, qualche dubbio mi viene.  

 

 

 

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