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“Mal di mare, chi e cosa inquina il golfo di Gaeta”

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“Mal di mare, chi e cosa inquina il golfo di Gaeta” è il titolo del nuovo webinar che l’Associazione Incontri & Confronti propone, in diretta facebook, per domenica 12 dicembre alle ore 16,30.

L’argomento è di stretta attualità in quanto la Regione Lazio ha recentemente promosso (delibera n.710 del 26 ottobre 2021) la redazione dei Piani di gestione dello spazio marittimo. Nella delibera non viene menzionata l’Area Sensibile del golfo, che pure la Regione stessa aveva provveduto a istituire nel 2010 e ciò ha provocato preoccupate reazioni da più parti. L’assenza non è un fatto formale, perché le attività sono soggette a parametri ambientali più elevati e non tutti gli usi marittimi sono possibili.

Dell’inquinamento delle acque del golfo si discute da anni e molti importanti studi sono stati prodotti. Tra tutti quello denominato SAMOBIS, condotto dall’ARPA e da istituzioni universitarie, che nelle sue conclusioni afferma: “le condizioni ambientali delle acque marine costiere del golfo di Gaeta sono da considerarsi critiche, non tanto per la presenza di uno specifico fattore di alterazione, quanto per la concomitante presenza di più fonti di alterazione che, in contesto semichiuso e a scarso ricambio, creano uno stato di notevole stress ambientale rispetto alle condizioni medie tirreniche”. Il webinar intende approfondire, con dati alla mano, proprio chi e cosa inquina inquina e, al contempo, proporre iniziative concrete tese a limitare i danni ambientali e a indicare prospettive di sviluppo sostenibili.

Nel recente passato (ma ancora adesso) si è teso ad addossare la responsabilità maggiore dell’inquinamento agli allevamenti ittici. Questo ci sta, ma non è la principale causa. La pressione antropica sulla costa (popolazione residente e turistica), che si riverbera, in particolare, negli scarichi dei depuratori di Formia e di Gaeta, costituisce la prima fonte d’inquinamento. Infatti i depuratori, unitamente agli apporti delle aziende zootecniche ed agricole che riversano i propri scarti nei corsi d’acqua Garigliano e rio Pontone e agli allevamenti ittici, rilasciano nelle acque del golfo alte concentrazioni di fosforo e di azoto.

Un eccessivo carico di fosforo e azoto in ambiente marino favorisce la crescita fuori misura di alcune specie di alghe. In particolari condizioni di calma meteorologica e di temperature elevate queste muoiono e vengono decomposte da batteri, dando luogo a quelle scie schiumose che questa estate sono state ben visibili nel golfo e non solo. Inoltre l’attività dei batteri sottrae ossigeno agli esseri viventi acquatici e provoca fenomeni di eutrofizzazione. Nel webinar saranno proposte alcune iniziative tese ad abbattere i quantitativi di fosforo e di azoto presenti negli scarichi a mare.

C’è poi il problema più generale di prevenire l’inquinamento ambientale derivante dalle installazioni portuali presenti nell’Area Sensibile, in primis del porto commerciale di Gaeta, specialmente se aumenterà il settore croceristico.

Il successo di tali iniziative, se teniamo conto che il mare e l’ambiente ignorano i confini amministrativi, dipende dalla cooperazione dei comuni di Gaeta, Formia e Minturno. Essi rappresentano un sistema metropolitano costiero che conta circa 80.000 abitanti residenti, distribuiti sui 22 Km. di costa: è interesse di tutti adottare politiche di salvaguardia comuni sotto il coordinamento di enti sovracomunali, la Regione Lazio in primis.

In sintesi lo scopo del webinar è quello di affermare che, se ciascuno (enti locali, Regione, Acqualatina, Autorità Portuale, privati imprenditori) farà la sua parte, sarà tutto il golfo ad avvantaggiarsi delle migliorate condizioni ambientali e i frutti degli investimenti necessari non tarderanno ad arrivare.

Associazione Incontri & Confronti

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