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Formia, buoni spesa covid: perché non coinvolgere tutti?

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La pandemia porta allo scoperto le fragilità del tessuto socio-economico cittadino, ne aumenta nettamente le disuguaglianze e contribuisce a creare nuove sacche di povertà. L’aggravarsi del quadro epidemiologico ostacola la ripresa, il virus continua a correre mettendo in ginocchio le diverse attività dislocate sul territorio.

Come affrontare questa nuova emergenza? Quali misure per contrastare l’esclusione sociale e la povertà?

Se da un punto di vista sanitario l’attuale amministrazione poco può fare se non attenersi ai protocolli regionali e nazionali, diversamente in ambito socio-economico deve adottare misure urgenti di sostegno alle famiglie che versano in stato di bisogno.

Nuovi fondi ministeriali sono stati assegnati al comune di Formia per un totale di circa 300mila euro. Soldi ricevuti per l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare. Difatti, sei esercizi commerciali sono stati contattati dagli uffici comunali competenti per emettere i buoni spesa. Operatori commerciali, nello specifico super e ipermercati che riceveranno ciascuno 49.920 euro per l’emissione di 2.161 buoni di diverso importo.

Ci chiediamo perché non siano state interpellate tutte le attività commerciali del settore, dalle botteghe di vicinato agli ipermercati, attraverso una manifestazione di interesse finalizzata alla costituzione di un elenco di esercizi commerciali disponibili a aderire al sistema di buoni spesa per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità per emergenza covid 19. L’attuale amministrazione aveva a disposizione un importante strumento, ripetiamo non solo per sostenere persone indigenti, ma utile per iniettare liquidità nel tessuto economico l’importante somma di 300mila euro.

Un’occasione che a nostro avviso non viene colta in pieno. Abbiamo aperto la discussione in commissione servizi sociali, abbiamo presentato all’assessora le ragioni per cui, secondo noi, sia necessario ampliare la platea delle attività commerciali da coinvolgere, anche per garantire ai cittadini stessi un’offerta più ampia. Chiaramente per consentire a tutte le attività di aderire all’iniziativa, è di fondamentale importanza porre l’accento sulle modalità di rimborso: 30 o 60 giorni per il rimborso da parte del Comune sono tempi troppo lunghi soprattutto per le piccole attività.

Per questo chiediamo di rivedere l’affidamento diretto della fornitura di buoni spesa e al contempo invitiamo l’amministrazione a emettere buoni spesa comunali tramite strumenti diversi quali carte prepagate, o caricabili direttamente su tessera sanitaria e spendibili presso tutti gli esercizi convenzionati, individuati, lo ricordiamo, attraverso una manifestazione di interesse rivolta a tutte le attività commerciali presenti sul territorio comunale.

Quello che serve alla città di Formia, a distanza di due anni, non è una gestione emergenziale della pandemia bensì un tavolo permanente di confronto con le associazioni del terzo settore (Caritas, ma anche gruppi parrocchiali), della ristorazione e dei commercianti perché dalla pandemia da Covid19 dobbiamo uscirne tutti insieme. I prossimi mesi saranno durissimi, è arrivato il momento di programmare e mettere in campo azioni concrete.

 Luca Magliozzi 

 Alessandro Carta 

(gruppo consiliare Partito Democratico-DemoS-Forum progressista e di Sinistra)

Formia (Latina)

                                                                                                                                                  

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