Coppi e Bartali, i due volti della rinascita italiana: il saggio di Alessandra Aprile racconta gli eroi che ricostruirono un Paese
Non furono soltanto due straordinari campioni del ciclismo. Fausto Coppi e Gino Bartali rappresentarono il volto di un’Italia che, all’indomani della Seconda guerra mondiale, cercava di ritrovare fiducia, dignità e identità. Le loro imprese sportive finirono per assumere un valore che andava ben oltre il risultato agonistico, trasformandosi in un patrimonio collettivo capace di unire il Paese nel difficile cammino della ricostruzione.
Da questa prospettiva prende le mosse il saggio I due volti della rinascita italiana. Coppi e Bartali tra eroismo e rappresentazione mediale, firmato dalla giornalista Alessandra Aprile e pubblicato da deComporre Edizioni, presentato a Gaeta nel corso di un incontro patrocinato dal Comune e ospitato sulla terrazza del bar Chiar di Luna.
Moderata dal giornalista e fondatore di Sportgaetano.tv Antonio Pio Marzullo, la serata ha offerto l’occasione per riflettere sul ruolo che lo sport ha svolto nella costruzione dell’immaginario nazionale tra il 1945 e il 1960. Attraverso il dialogo con l’autrice e con l’editrice Sandra Cervone, il pubblico ha ripercorso non solo le leggendarie imprese sportive dei due campioni, ma anche gli aspetti più intimi delle loro vicende umane, strettamente intrecciate con la storia, la società e l’evoluzione dei mezzi di comunicazione nell’Italia del dopoguerra.

Il volume propone infatti una lettura originale della celebre rivalità tra Coppi e Bartali, interpretandola come una potente narrazione collettiva capace di rappresentare aspirazioni, valori e tensioni di un Paese in trasformazione. Una competizione sportiva autentica che non cancellò mai il rispetto reciproco e l’amicizia personale, diventando invece uno dei simboli più significativi dell’identità italiana del Novecento.
«Quest’anno – ha ricordato Alessandra Aprile – ricorre l’ottantesimo anniversario del “Giro della rinascita”, come Orio Vergani definì sul Corriere della Sera il primo Giro d’Italia 1946 disputato dopo la guerra. Fu proprio allora che nacque la grande rivalità tra Coppi e Bartali, destinata a segnare profondamente la storia dello sport italiano. Le loro imprese interpretarono le speranze e le ambizioni di un popolo che cercava di ritrovare sé stesso, contribuendo alla ricostruzione di un’identità nazionale che il conflitto aveva profondamente ferito».
Un concetto condiviso anche dall’editrice Sandra Cervone, che ha posto l’accento sulla dimensione etica dei due campioni: «La celebre immagine del passaggio della borraccia resta una delle fotografie più emblematiche dello sport mondiale. Dimostra che si può essere avversari senza essere nemici, un messaggio di straordinaria attualità anche per la società contemporanea».
Alla presentazione hanno preso parte anche l’artista Mario Magnatti, autore dell’opera di copertina Bartali e Coppi: i fuoriclasse, il delegato allo Sport del Comune di Gaeta Francesco Di Fonzo e l’assessore allo Sport del Comune di Formia Fabio Papa. Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il recente passaggio del Giro d’Italia nel Golfo di Gaeta, con l’auspicio che il territorio possa tornare a essere protagonista della grande corsa rosa.
Più che una biografia parallela di due campioni, il lavoro di Alessandra Aprile si propone come una riflessione sul rapporto tra sport, comunicazione e costruzione dell’identità collettiva. Attraverso la vicenda di Coppi e Bartali, il libro restituisce il ritratto di un’epoca in cui le imprese sportive contribuirono a ricucire il tessuto morale del Paese, trasformando due ciclisti in simboli condivisi della rinascita italiana.