“Canzone per un’amica”, 60 anni dopo: a Itri il libro di Orazio La Rocca
Beppe Carletti dei Nomadi alla presentazione del volume dedicato alla celebre canzone di Francesco Guccini
Una canzone, una tragedia, un ricordo che non si cancella e, soprattutto, un inno alla vita. Sono questi gli elementi al centro del nuovo libro di Orazio La Rocca, architetto e per molti anni vaticanista de la Repubblica, che ripercorre la storia e la genesi di “Canzone per un’amica” di Francesco Guccini, a sessant’anni dalla sua pubblicazione.

Il volume, dal titolo “Voglio ricordarti come eri, che vivi, mi ascolti, sorridi”, sarà presentato per la prima volta a Itri la sera del 25 Settembre prossimo alle ore 20,30 nella cavea del Municipio di piazza Umberto I, nell’ambito di un incontro promosso dall’associazione culturale Krisis, presieduta da Antonio Capotosto.
A rendere particolarmente significativa la serata sarà la presenza di Beppe Carletti, leader e fondatore dei Nomadi, che ha firmato anche la prefazione del libro. Insieme a lui interverranno il regista e critico musicale Gualtiero Peirce e Carlo Picozza, storica firma de la Repubblica specializzata in informazione socio-sanitaria.
Il libro rappresenta il venticinquesimo lavoro di Orazio La Rocca ed è pubblicato da Il Cuscino di Stelle. La prima tiratura, secondo quanto riferito dall’organizzazione, ha già registrato un importante riscontro, tanto da risultare quasi esaurita in attesa della seconda edizione.
La storia raccontata parte da una delle canzoni più conosciute di Guccini. Canzone per un’amica fu incisa dall’autore nel 1966 e successivamente portata al successo dai Nomadi, con la storica voce di Augusto Daolio. Una ballata capace di raccontare, attraverso parole semplici e profonde, il dolore per la morte di una giovane donna in un incidente stradale e di trasformare quel dolore nel ricordo di una vita e di un sorriso destinati a rimanere nel cuore.

Ma nel libro di La Rocca la vicenda assume anche una dimensione profondamente personale. L’autore mette infatti in relazione la storia della protagonista della canzone con quella di suo fratello Vito La Rocca, scultore e allievo di Emilio Greco, scomparso circa cinquant’anni dopo in un incidente autostradale e in circostanze che presentano alcune sorprendenti analogie.
“Pur a mezzo secolo di distanza, tra mio fratello e la sfortunata protagonista della canzone gucciniana ci sono tante affinità elettive di sorprendente attualità”, spiega La Rocca, sottolineando come proprio queste coincidenze lo abbiano spinto a riportare alla luce una storia che continua a parlare al presente.
C’è poi un ulteriore elemento che rende questo libro particolarmente importante per il suo autore. La Rocca racconta di aver iniziato a progettare il volume il 6 febbraio scorso, dopo essere stato colpito improvvisamente da una rara infezione che gli aveva fatto perdere l’uso degli arti.
Il progetto lo accompagnò durante il ricovero all’ospedale Dono Svizzero di Formia e venne poi sviluppato durante la degenza all’ospedale dei Cavalieri di Malta a Roma, fino alla correzione delle bozze e alla stampa, avvenute durante un successivo ricovero al Don Gnocchi di Roma.
Un percorso personale difficile che, nelle parole dell’autore, si è trasformato anche in una forma di rinascita: la scrittura come strumento per trovare forza, affrontare la riabilitazione e tornare, passo dopo passo, a guardare con fiducia alla vita.
A moderare l’incontro sarà il professor Salvatore Mazziotti, anima e fondatore di Krisis. La serata sarà introdotta dai saluti istituzionali del sindaco di Itri Andrea Di Biase e dall’intervento di Stefano Manzo, presidente dell’associazione Respiriamo Cultura.
Non mancherà la musica. L’inizio e la conclusione dell’incontro saranno infatti accompagnati dalla voce di Filomena Stamegna e dal suo gruppo, che proporranno alcuni dei più conosciuti successi di Francesco Guccini e dei Nomadi.
Una serata che parte dunque da una canzone di sessant’anni fa, ma che attraverso la memoria, la musica e la storia personale dell’autore arriva a parlare di un tema sempre attuale: il dolore della perdita e la capacità dell’uomo di trasformare il ricordo in una nuova fiducia nella vita.