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VOLONTARI “FRA’ DIAVOLO” RIFANNO IL LOOK AL SANTUARIO DELLA CIVITA A ITRI

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“NUOVA TIPOLOGIA DI PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO ALLA “FRA DIAVOLO”

…come ogni anno, preparativi per la festa della Civita

Grazie da tutti”. Così il rettore del santuario della madonna della Civita, padre Emiddio (con due “d”) Petringa passionista ha voluto pubblicamente attestare la sua gratitudine ai volontari dell’Azienda faunistica “Fra’ Diavolo” per quanto stanno facendo al fine di predisporre un dignitoso look accogliente per le migliaia di pellegrini che ascendono  al sacro monte mariano in occasione della stagione stiva e, soprattutto, della festività patronale. Queste sue parole sono accompagnate dalle foto dei “ragazzi” che, muniti di decespugliatori, soffiatore, rastrelli, scale e quant’altro, si stanno impegnando per dare un volto igienicamente e scenograficamente accogliente allo storico sito religioso ricadente nel comune di Itri.

La Madonna della Civita, la Madonna “nera” che la tradizione vuole essere stata dipinta dall’evangelista Luca (LMP, ‘Luca me pinxit’ è <firmato> il quadro), patrona, con sant’Erasmo, dell’arcidiocesi di Gaeta, viene festeggiata il 21 di luglio e la sua festa è preceduta da una serie di riti e momenti di religiosa aggregazione che perpetuano da secoli la venerazione della Vergine sfuggita, grazie al coraggio di due monaci basiliani, alla lotta iconoclastica (distruzione delle immagini sacre) messa in atto dall’imperatore di Costantinopoli, Leone Isaurico.  L’amore dei fedeli per la Civita travalica i confini comunali e nazionali, in quanto le comunità degli Itrani sparsi nel mondo la festeggiano nella stessa data (dall’Australia, al Canada, agli Stati Uniti d’America e tante altre realtà dislocate a tutte le latitudini, con gli Itrani di Cranston (nello stato del Rhode Island negli U.S.A.) che fanno rivivere la ricorrenza con intensi programmi religiosi e mondani preparati in ogni dettaglio. E, puntualmente, come ogni anno, i ragazzi del presidente Silverio Sinapi, che, oltre alla tutela ambientale contro ogni tipo di calamità invernale ed estiva, si distinguono per una serie di iniziative tanto lodevoli (come ad esempio la rimessa a nuovo dell’interno di chiese e luoghi di positivo incontro aggregante di ogni tipo, da quello religioso a quello del tempo libero, da quello culturale a quello sanitario, con la donazione di strutture a ospedali e laboratori pubblici, ecc.) si sono puntualmente rimessi al lavoro per onorare la scadenza patronale su al santuario della Civita dove è avvenuta l’apparizione dell’immagine della Madonna nera al pastore sordomuto la cui mucca era inginocchiata alla vista miracolosa della Vergine. Da qui la grata attestazione pubblica del rettore del santuario, padre Emiddio a quanti, a titolo del tutto gratuito, intervengono puntualmente per supportare al meglio l’impegno dei Passionisti che si attivano, con ammirevole sforzo e tanti sacrifici in rapporto anche all’esiguità della loro presenza numerica, per far sì, come accade con crescente positività, che la collina della Civitas Dei sia sempre più accogliente e rispondente alle esigenze di quanti la raggiungono oranti e tanto sereni.

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