Sezze celebra il carciofo: due giorni tra tradizione e sviluppo locale

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Sezze celebra il carciofo: due giorni tra tradizione e sviluppo locale

Torna a Sezze uno degli appuntamenti enogastronomici più rilevanti del Lazio: la 55ª Sagra del Carciofo, in programma sabato 18 e domenica 19 aprile 2026. Un evento storico che, dopo oltre mezzo secolo, continua a crescere e a rafforzare il proprio ruolo nella promozione del territorio e delle sue eccellenze.

Cuore della manifestazione sarà ancora una volta il carciofo romanesco, prodotto simbolo della tradizione agricola locale, celebrato attraverso numerosi stand gastronomici e la presenza diretta degli agricoltori, protagonisti della filiera. Accanto al cibo, spazio anche all’artigianato, agli hobbisti e a un fitto calendario di iniziative di settore, tra cui il “Premio del Duca” e l’XI Concorso “Olio delle Colline a Sezze”, che confermano la rilevanza della manifestazione anche sotto il profilo produttivo.

Per due giorni il centro storico si trasformerà in un villaggio diffuso, con aperture già dalle ore 10.00 e un programma capace di coinvolgere pubblici diversi. Mostre, convegni su agricoltura e sostenibilità, visite guidate e rievocazioni della vita contadina accompagneranno i visitatori in un percorso tra cultura e identità locale.

Non mancheranno gli appuntamenti più spettacolari, a partire dal tradizionale corteo folkloristico che animerà le vie del borgo, fino ai concerti al Parco della Rimembranza, pensati soprattutto per il pubblico più giovane. Un’offerta ampia che unisce intrattenimento e valorizzazione del patrimonio, rafforzando il legame tra generazioni.

Accanto alla dimensione festiva, emerge con forza anche quella economica e strategica. La Sagra rappresenta infatti una vetrina per il lavoro degli agricoltori, oggi chiamati ad affrontare sfide complesse tra aumento dei costi, burocrazia e concorrenza internazionale. Allo stesso tempo, contribuisce a proiettare l’immagine di Sezze oltre i confini locali, consolidandone l’attrattività.

“Un evento che è ormai irrinunciabile – ha sottolineato il sindaco Lucidi – non solo per il suo valore tradizionale, ma anche per il suo impatto su economia e comunità. La Sagra non è un punto di arrivo, ma una base da cui continuare a crescere”.

Tra tradizione e innovazione, la Sagra del Carciofo si conferma così un modello di sviluppo territoriale capace di coniugare identità culturale e prospettive future.

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