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Severino Gazzelloni flauto d’oro del concertismo mondiale

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– Ricordo del maestro Severino Gazzelloni  (nato a Roccasecca FR il 5 gennaio 1919, morto a Cassino il 21 novembre 1992) di Luigi Muccitelli –

Il Flauto d’Oro Severino Gazzelloni, uno dei più grandi sulle scene del concertismo mondiale, nel 1992 morì a Cassino ma riecheggia il suo fiato musicale che sin dall’infanzia si effuse per  tutte le valli della Ciociaria ed oltre. Era nato a Roccasecca nel 1919 da umile famiglia, un ciociaro autentico, che seppe dare onore alla sua cittadina arroccata sugli Appennini del Lazio centrale, in  cui, già negli anni 1940 sfilava la Banda Municipale al suono di musiche sacre nelle ricorrenze religiose o di marce militari nelle feste nazionali. E lui sentiva esplodergli nel petto le note, talvolta sconnesse, di quella Banda composta da artigiani, contadini e pastori semianalfabeti, incapaci di leggere gli spartiti, ma che si esercitavano nelle lunghe pause senza lavoro, con i vecchi strumenti che possedevano e curavano come reliquie. Cornette, trombe da canto, fricorni, clarini e flauti, prevalentemente, che echeggiavano dalle bottegucce, dagli scantinati, addirittura dalle capanne, per effondersi nelle valli, soprattutto nelle ore pomeridiane, spesso poco gradito dai sonnolenti compaesani esausti dal duro lavoro,

Il piccolo Severino per dar sfogo alla sua prorompente sorgente musicale, come tutti i pastorelli che accudivano i pascoli, si costruì anche lui uno zufolo di canna e si isolò arrampicandosi sugli alti massi passando lunghe ore a soffiare la sua anima magica e subito diede corpo alla melodia arcana in cui si avvertiva il coro degli angeli che gli fluiva nelle vene. Difronte al suo talento, alla passione che cresceva in lui, il padre si caricò di altri sacrifici e fece in modo che l’adorato figlio potesse studiare seriamente la musica, poi guardato con rispetto e invidia, considerato “enfant prodige”, come in tempo lontano definivano i rari figli delle famiglie nobili e borghesi che possedevano una “spinetta o un pianoforte” da poter battere e scordare, sotto la guida d’insegnanti a domicilio.

Questo breve scritto, ha il semplice scopo di ricordarlo affettuosamente, lasciando a tutti la possibilità di leggere la sua esaltante biografia tramite libri o internet, in quanto il Mº Severino Gazzelloni, già a 13 anni suonava con la famosa, allora, Banda Municipale di Roccasecca che in più occasioni è venuta a Fondi (Latina) nelle ricorrenze religiose per concerti in piazza. Poi è tornato più volte negli anni 1970. allorché fu fondata l’Associazione Musicale “Giulia Gonzaga” presieduta dal compositore Mº Jacopo Napoli, già Direttore del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli e Presidente dell’Accademia Santa Cecilia di Roma. Soprattutto perché aveva una magica attrazione per la terra di pianura, a un tiro di schioppo dalla sua Roccasecca, in cui si rivedeva ragazzo, e tale era rimasto, di autentica tempra ciociara, “forte e gentile”, sprizzando allegria e simpatia conviviale, nelle serate che succedevano ai suoi concerti assai seguiti e in cui la sua musica annullava nel silenzio il più minimo mormorio.

Grazie Maestro Severino Gazzelloni per aver saputo nella tua grandezza essere amico umile e cordiale, animatore di serate indimenticabili in cui l’eco della tua anima ci ravvivava tutti.         

In memoria di Luigi Muccitelli che ci ha lasciato il 10 agosto 2020

 

Severino Gazzelloni
Luigi Muccitelli

 

 

 

 

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