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PONZA: RICONOSCIMENTO SVANTAGGI INSULARITA’

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SODDISFAZIONE A PONZA SOPRATTUTTO PER GLI OPERATORI SANITARI

Hanno atteso da tempo questo provvedimento. Da ieri ne hanno salutato il prezioso risultato parlamentare, tra questi, soprattutto gli abitanti e gli operatori, in particolar maniera quelli sanitari che non hanno residenza sull’isola ma che ci lavorano. Per tutti è stata una “giornata storica per le isole le cui peculiarità vengono riconosciute nella carta costituzionale italiana”, così commenta il prof. Franco Ferraiuolo, sindaco emerito dell’isola, il provvedimento appena varato.  Il suo grato riscontro va “al Parlamento italiano, al Governo e all’ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) che ha sostenuto, insieme a molti parlamentari, il conseguimento di questo importantissimo risultato per tutti noi isolani”.

Gli fa eco, manifestando la sua soddisfazione, Lucia Vitiello, consigliere comunale di opposizione e figura eminente e apprezzata dai pazienti del Punto di Primo Intervento dell’isola, dove ha portato avanti tanti impegni di carattere sindacale. “Ho sempre sostenuto questa battaglia senza ricercare passerelle mediatiche, ripromettendomi, nel caso di soluzione positiva, di attivarmi in consiglio comunale per far applicare i benefici della legge soprattutto per gli operatori sanitari. Cosa che farò alle prossime sedute evidenziando come spesso la poca disponibilità degli operatori in questo settore deriva da fatto che un medico o personale paramedico non accetta di trasferirsi a Ponza in quanto, pur venendo retribuito alla stregua dei colleghi residenti in terraferma, deve sobbarcarsi le spese per il vitto e l’alloggio. Sono felice perché, così, finisce la disparità di trattamento tra categorie diverse, alcune delle quali venivano “premiate” con “bonus” di vario tipo per accettare il trasferimento lavorativo sull’isola, mentre altre restavano penalizzate economicamente e non solo per il lavoro svolto sull’isola”. E ancora una volta è emerso l’impegno sociale della Vitiello che, pur non parlando “pro domo sua”, ha sposato la battaglia per gli operatori sanitari non residenti.

(Foto in alto dell’isola di Ponza)

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