Lavoro usurante, svolta per gli ambulanti: primo via libera istituzionale

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp

Ambulanti, il Piemonte apre al riconoscimento del lavoro usurante: approvato ordine del giorno bipartisan

Il Consiglio regionale del Piemonte compie un passo significativo verso il riconoscimento delle difficoltà strutturali del commercio ambulante. Con un ordine del giorno approvato all’unanimità (il 21 Aprile 2026), l’assemblea ha impegnato la Giunta regionale a sostenere l’inserimento degli ambulanti tra le categorie che svolgono lavori usuranti, aprendo così alla possibilità di future agevolazioni previdenziali.

La decisione nasce dalla presa d’atto delle condizioni oggettive in cui operano quotidianamente migliaia di lavoratori del settore: esposizione costante alle intemperie, carichi e scarichi di merce spesso gravosi, ritmi intensi e continui. Un quadro reso ancora più critico dalla crisi che negli ultimi dieci anni ha colpito duramente il comparto, con oltre 2.600 attività ambulanti chiuse, di cui circa il 70% solo negli ultimi cinque anni, complice anche l’impatto della pandemia.

Oltre alla dimensione economica, il provvedimento sottolinea il ruolo sociale dei mercati ambulanti, considerati presidi fondamentali per la vita delle comunità locali, soprattutto nei centri urbani e nelle aree periferiche.

Nel dettaglio, l’ordine del giorno impegna il Presidente della Regione e la Giunta a sostenere pubblicamente la richiesta di riconoscimento del lavoro usurante per gli ambulanti e a promuovere un confronto istituzionale con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’obiettivo è avviare l’iter per l’inserimento della categoria nell’elenco delle mansioni gravose, condizione necessaria per accedere ai benefici previdenziali previsti dalla normativa vigente.

Soddisfazione è stata espressa da ANA-UGL Nazionale e ANA-UGL Piemonte, che parlano di un segnale politico importante e auspicano che l’iniziativa possa fungere da apripista a livello nazionale. Secondo le organizzazioni, si tratta di un primo passo per colmare una disparità che da anni penalizza il settore, spesso trascurato dalle politiche pubbliche nonostante il suo valore economico e sociale.

Ora l’attenzione si sposta sul Governo e sulle altre Regioni: l’auspicio è che il caso Piemonte possa innescare un percorso più ampio, capace di portare finalmente al riconoscimento ufficiale delle condizioni di lavoro degli ambulanti in tutta Italia.

2 risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

link utili

sostienici

carte-2

periodico

Mese di Ottobre