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IL PATTO PER LA SALUTE, LA ASL DI LATINA E I PAT DISINTEGRATI

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COMUNICATO STAMPA

Non c’è rispetto per i cittadini, figuriamoci per i cittadini malati.
Quel che sta accadendo questi giorni, a livello politico nazionale, la dice lunga sullo
sfascio del nostro paese, e la mancanza di assunzioni di responsabilità.

Ma veniamo alla ASL di Latina, il Comitato Civico di Cori, anche in virtù della recente Giornata di lavoro “Libertà è/e partecipazione” promossa dal Ministro della Salute, On. Speranza – 

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_EventiStampa_603_0_fileAllegatoIntervista.pdf e https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_EventiStampa_603_1_fileAllegatoIntervista.pdf

non può che censurare assenze e mistificazioni del Direttore Generale e dei Dirigenti di distretto in merito ai servizi PAT, ex PPI, alle Case della Salute e agli Ospedali di Comunità.

Ed intanto di che PAT si muore? “SI AVVISA, CHE PER DISPOSIZIONI AZIENDALI, TALE STRUTTURA NON GARANTISCE PIÙ PRESTAZIONI DI EMERGENZA – URGENZA MA SOLAMENTE DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE (GUARDIA MEDICA).” E’ l’informazione della ASL di Latina affissa nei giorni scorsi all’ingresso del Punto di Assistenza Territoriale di Sabaudia.

A Cisterna è stata avviata una “sperimentazione”: cioè una finta riapertura del PAT h 24 che fa acqua da tutte le parti; in realtà è un semplice trasloco della Guardia Medica da S. Valentino ai locali superiori al PAT, ma alla ASL e in Regione Lazio hanno la faccia tosta e la chiamano sperimentazione.

E così ripartiamo tutti da zero, o anche meno, in attesa del fantomatico PNRR … a Cori PAT, Casa della Salute, ecc … è tutto fermo e sospeso … Mentre ricordiamo a tutti: fu la Regione Lazio, a seguito di un ricorso al TAR nel 2019 , che annullò il Decreto U00303, il decreto con cui avrebbero voluto chiudere i PPI, quindi la Regione Lazio con il DCA U00469 del 15 novembre 2019, prese atto che le aziende interessate (compresa la ASL di Latina) avevano già adottato atti di propria competenza; e cioè con quegli atti aziendali la trasformazione dei PPI, avveniva garantendo il servizio dell’emergenza – urgenza h 24, a far data dal 1 gennaio 2020, che seppur diversamente qualificato come PAT, avrebbe assicurato la continuità con le funzioni precedentemente svolte.

E se a tutt’oggi, non ci sono provvedimenti regionali di modifica, la ASL di Latina non ha il potere di impartire disposizioni che contravvengono al DCA U00469/2019.

La ASL di Latina abbia il coraggio di chiarire quali sono gli obiettivi di salute che intende raggiungere nei territori in cui i PAT, ex PPI, sono stati disintegrati dai propri dirigenti.

Oggi è necessario restituire dignità ai PAT h 24, come servizio di emergenza e urgenza, prima che sia troppo tardi. La ASL deve confrontarsi con i cittadini, stabilendo una chiara e certa tabella di marcia, su servizi sanitari che si devono riprendere, garantire e ampliare, altrimenti i cittadini avranno premura di organizzare ben altri confronti, perchè ormai la misura del disagio per la salute ci sembra veramente incolmabile e insopportabile.

COMITATO CIVICO CORI

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