Dove il tempo ha il sapore del vino: i Monti Cecubi e il ritorno del Cecubo
Ci sono territori in cui la storia non è solo memoria, ma materia viva. Tra le colline che abbracciano Fondi, Itri, Sperlonga e Formia, l’antico Ager Caecubum continua a raccontare la sua vocazione millenaria al vino. È qui che nasceva il Cecubo, celebrato dagli autori latini come il più pregiato dell’Antica Roma.

Oggi, su quelle stesse alture affacciate sul Tirreno, l’Azienda Agricola Biologica Monti Cecubi ha intrapreso un percorso di riscoperta e valorizzazione che unisce storia, sostenibilità e identità territoriale. Un progetto che parte dallo studio delle fonti storiche e dalla riscoperta dei vitigni antichi, per arrivare a una produzione moderna, interamente biologica.
Orazio lo definiva un vino custodito come un tesoro, Plinio il Vecchio lo poneva al vertice della sua classifica dei migliori vini, Columella ne individuava l’origine sulle alture sopra Sperlunca. Testimonianze che trovano oggi una nuova interpretazione nei vigneti dei Monti Cecubi, immersi tra boschi di sughere e accarezzati dalle brezze marine.
Il risultato sono vini di forte personalità, intensi e longevi, capaci di raccontare un territorio unico. Dal Caecubum Rosso, sintesi storica dell’Ager Caecubum, al Thymos, Falanghina che richiama il concetto greco di energia vitale e passione, ogni etichetta è un dialogo tra passato e presente.

L’esperienza Monti Cecubi non si limita al calice. L’azienda apre le porte a visitatori e appassionati con degustazioni e wine tour, offrendo una immersione autentica nella cultura enologica e paesaggistica del basso Lazio (www.masseriamonticecubi.it). A completare la produzione, l’olio extravergine di oliva biologico, espressione di un’agricoltura rispettosa e profondamente legata alla terra.
In un’epoca in cui il vino rischia spesso di perdere il legame con le proprie radici, i Monti Cecubi scelgono la strada opposta: tornare all’origine, per guardare lontano.