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CANTI E PROVERBI DEL FOLCLORE ITRANO

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Se la riscoperta del dialetto e delle tradizioni di un popolo o di un territorio rappresentano, nei programmi scolastici, un’apprezzabile finalità didattica, vuol dire, allora, che il contributo dello storico e scrittore Alfredo Saccoccio di Itri, risulta essere un contributo non indifferente per il raggiungimento di questo progetto formativo. Ecco perché la riedizione, quaranta anni precisi dopo che l’opera aveva visto la luce nel 1980, viene considerata come un momento positivamente fondamentale per andare a riscoprire come si parlava, come si cantava, come ci si comportava, insomma, nei tempi passati in terra itrana. “Detti, proverbi e canzoni popolari registrati dalla viva voce degli anziani di Itri nel 1980 e trascritti dal giornalista Alfredo Saccoccio, con il contributo di Antonietta Maggiacomo in Ialongo e Concetta Sinapi”. Così leggiamo nell’ultima di copertina quando viene presentata la riedizione allorchè si legge “A distanza di quaranta anni questo libro offre una testimonianza preziosa sul folclore del paese aurunco che, posto in un punto strategico della via Appia, mantiene intatte le suggestioni di un luogo senza tempo”.

A corredo tipografico della pubblicazione troviamo, in copertina una “veduta di Itri”, disegno acquerellato di Achille Gigante (1823-1846. E a conferma della valenza enciclopedica del contenuto del libro, giungono le parole di prefazione alla riedizione a firma di Jason R. Forbus, editore della casa “Ali Ribelli” che sottolinea come “Itri costituisca una realtà piuttosto particolare nel nostro territorio. Borgo medievale le cui antiche origini hanno trovato recente e ulteriore conferma tramite le nuove e sensazionali scoperte condotte dall’Associazione Archeologica Ytri, il paese è posto strategicamente lungo la via Appia di cui conserva  un lungo tratto ben conservato in direzione Fondi. Dal santuario della Civita si scorgono nitidamente Monte Orlando, la piana di Fondi e l’isola di Ischia; incastonato com’è tra i monti Aurunci ma ad appena pochi chilometri dalla costa, Itri si caratterizza per un’importante tradizione contadina che ha il suo fiore all’occhiello nella pregiata oliva della “cultivar itrana” che dà origine a un ottimo olio EVO e alle rinomatissime olive da tavola. Itri –prosegue l’editore nella sua nota introduttiva- è un paese demograficamente in crescita ma che, nonostante la modernità e gli influssi provenienti dai comuni limitrofi, mantiene vive le sue tradizioni e peculiarità. Basti pensare alla devozione verso la Madonna della Civita e all’uso caratteristico che si fa tutt’oggi dei soprannomi, in dialetto “Nommere o Razze”. Quasi tutte le famiglie itrane ne hanno uno, tramandato da genitori a figli, e in cui, per tradizione, prevale quello paterno, sebbene esistano eccezioni”. Significativo e toccante è, poi, il pensiero che l’autore, rivolge a suo padre quando, ci lascia scritto “dedico questo libro a Giulio Saccoccio, mio padre, che mi fu maestro e amico”.

Orazio Ruggieri

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