Sanità, allarme per l’ospedale di Formia
Le associazioni chiedono interventi urgenti per il Dono Svizzero, tra carenze di personale e ritardi nella realizzazione del nuovo ospedale del Golfo.
Preoccupazione per il futuro della sanità nel basso Lazio. L’Associazione Comunità Lazio Meridionale ed Isole Pontine e l’Associazione Incontri e Confronti intervengono sulle criticità dell’ospedale “Dono Svizzero” di Formia, denunciando problemi strutturali, carenze di personale e incertezze sui tempi di realizzazione del nuovo ospedale del Golfo.

A destare perplessità è anche l’ipotesi di una nuova struttura sanitaria tra Fondi e Terracina, annunciata dalla stampa dopo un emendamento del consigliere regionale Cosmo Mitrano, mentre gli ospedali già programmati di Formia e Latina sono ancora in attesa di realizzazione.
Il Dono Svizzero, costruito 66 anni fa, presenta criticità logistiche e strutturali che richiedono interventi, mentre resta grave la situazione del personale, soprattutto nel Pronto soccorso. Dopo il trasferimento del precedente primario a Latina, la direzione del servizio è stata affidata ad interim e la selezione per coprire stabilmente l’incarico sarebbe ferma.
Le associazioni ricordano che il presidio di Formia serve un vasto territorio, con un bacino di utenza che raddoppia durante l’estate, e sottolineano l’importanza dei volumi di attività e dei ricoveri provenienti da fuori regione.
Da qui l’appello affinché la sanità del basso Lazio diventi una priorità concreta, garantendo personale adeguato, servizi efficienti e tempi certi per il nuovo ospedale. La qualità dell’assistenza, concludono le associazioni, è essenziale per la qualità della vita dei residenti e per l’attrattività turistica del territorio.
Associazione Comunità Lazio Meridionale ed Isole Pontine
Associazione Incontri e Confronti