LA CASILINA, UN CIMITERO… DI ALBERI! di Michele Santulli
Scritto da redazione web il December 01 2018 20:19:26
...la vittima è diventata boia

News Estesa

Percorrendo la Casilina pare di percorrere la Via Appia ai tempi di Silla con le migliaia di schiavi ribelli messi in croce. Ora nella Ciociaria frusinate grazie a menzogne, pregiudizi, ignoranza paurosa, ferocia e perversione, assistiamo alla caccia e alla messa a morte degli… alberi, in particolare dei pini! Morte ai pini! Come se si dicesse: morte all’acqua, morte all’aria, morte agli animali … Sindaci rigonfi, all’apparenza, di afflato lirico e di solidarietà e di amore per il prossimo, sgorganti abnegazione e altruismo da ogni fibra, hanno convenuto impunemente che i pini con i loro tronchi maestosi e le chiome perfette e armoniose che facevano impazzire Ottorino Respighi e anche la buonanima di Mussolini, che hanno rallegrato e alleviato la vita e la vista per centinaia di anni di  milioni di persone, che hanno ospitato uccelli e scoiattoli e dato ristoro e ombra, che hanno dato ossigeno e vita all’uomo, ora sono diventati come gli untori e le streghe di sciagurata memoria: infatti quegli individui che Sgarbi felicemente individua come ‘capre’ hanno inventato perfino un neologisma, unico al mondo, frusinate doc: pini killer! E perciò lungo la Casilina e qualche altra felice landa, è tutto un tagliamento ed abbattimento di inermi  creature. La Casilina è un autentico cimitero: alberi perfino di quasi cinque metri di circonferenza, di centocinquantanni/duecento anni di vita, dalle chiome e dai tronchi perfetti, ferocemente abbattuti perché pericolosi per il povero bipede! Così hanno pontificato sindaci abnegati e altruisti! E nessuna contestazione si è levata! Solo in questo tristo capoluogo potevano essere espressi tali concetti! L’albero è diventato un killer, col mitra in mano! Quale nemesi! L’assassino per eccellenza e mentalità dall’inizio dei secoli, il bipede, ora di punto in bianco grazie a dei malati di mente diviene vittima e martire degli alberi cioè di quelle creature che pure dall’inizio del mondo sono stati sacrificati senza pietà per dare  fuoco e calore e materiale per ogni uso! Cioè la vittima secolare sacrificale ora secondo alcuni deficienti ipocriti è diventata il boia!

La fortuna autentica di questi nevrotici pazzi sciagurati che hanno realizzato tali obbrobri a danno della comunità e impunemente è l’assenza e l’ignavia della gente che non si rende conto del male e dei torti che le vengano arrecati e per i quali essa sola pagherà; si sarebbero dovuti chiamare francesi o anche rumeni e turchi e non italiani per bloccare lo scempio e far pagare i reprobi! Altra fortuna di tale cricca di invasati è che le cosiddette associazioni di protezione dell’ambiente, non parliamo del Prefetto e dei Carabinieri e della magistratura, si comportano, affacciati al balcone, come la famosa scimmia siciliana. Mai abbiamo visto la provincia o l’ANAS o il Comune, in verità i veri nemici e pervertitori della comunità, curare e manutenere saggiamente gli alberi lungo la strada: abbatterli va bene, curarli manco a pensarlo! E’ eccezionale che un uragano faccia cadere qualcuno di questi patriarchi che stanno lì da qualche secolo a guardarci: la sola vera causa ed origine è sempre la medesima: il bipede che non li ha curati, non ne ha sfoltito le chiome. Quindi avviene che qualche albero cada sulla macchina e ammazzi qualcuno? Anziché non dico abbattere ma almeno sicuramente prendere a calci in culo o a bastonate il presidente della provincia o il sindaco o il presidente dell’ANAS che sono venuti sistematicamente meno ai loro obblighi di protezione e di manutenzione, se la prendono con la vera vittima: l’albero inerme e indifeso. Giuoco facile: certo è che, abbattendoli, si deruba  la comunità di un bene vitale!

Ma perché questi abnegati e solidali non ammazzano anche i trattori che ogni tanto si rovesciano sul contadino o il muletto che ogni tanto ammazza qualche operaio o la pianta di olivo che uccide il raccoglitore o l’automobile che assassina tanti uomini o il bipede che assassina tante donne? Perché non abbattono gli scheletri di cemento armato che avviliscono i loro territori da anni o le centinaia e centinaia di case abusive? Perché sono dei vili e degli ipocriti: l’albero invece non si difende, ha la grande colpa di non votare, non cavilla né ha difensori: in realtà sono invidiosi della grandezza e generosità dell’albero. Speriamo che il Prefetto intervenga e prevenga altri abbomini!

In Israele e nel mondo civile gli alberi sono il simbolo della vita e della giustizia e vengono onorati e curati, da noi vengono ammazzati, per di più impunemente. E i politici locali e le loro trombe? 

Michele Santulli

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