Intervista al Segretario Nazionale della Associazione Nazionale Ambulanti (ANA) dopo il grande risultato contro la direttiva Bolkestein
Scritto da redazione web il January 08 2018 17:21:34
...fuori dalla Direttiva

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Incontriamo il Segretario Nazione della Associazione Nazione Ambulanti, Marrigo Rosato (nella foto), nel suo ufficio di  Fondi. E’ raggiante e contento per il grande risultato raggiunto per gli ambulanti.

Allora, Segretario, gli ambulanti sono davvero fuori dalla Direttiva Bolkestein come avete festeggiato voi alcune domeniche fa, e come proclama l’A.N.A. a livello nazione, o nel provvedimento del Governo c’è solo la proroga delle concessioni fino al 31.12.2020?

No, amico mio, gli ambulanti sono tecnicamente fuori dalla Direttiva Bolkestein perché il Governo ed il Parlamento, cioè lo Stato Italiano, con la Legge di Bilancio 2018/2020 (Legge 27.12.2017 n. 205) all’articolo 1181 ha  fissato un principio cardine che tutela la categoria degli ambulanti: “LA PROMOZIONE E GARANZIA DEGLI OBIETTIVI DI POLITICA SOCIALE CONNESSI ALLA TUTELA DELLA OCCUPAZIONE”, ed ha stabilito che le i Comuni dovranno procedere alla assegnazione delle concessioni/posteggi agli ambulanti “CHE NELL’ULTIMO BIENNIO HANNO DIRETTAMENTE UTILIZZATO LE CONCESSIONI QUALE UNICA O PREVALENTE FONTE DI REDDITO PER SE’ E PER IL NUCLEO FAMILIARE”.

Ma questo significa che la Direttiva Bolkestein, cioè i Bandi,  agli ambulanti che si trovano in queste condizioni non si applicheranno più?

E’ proprio così. Infatti  il Governo con questa Legge non ha soltanto prorogato “le concessioni in essere” fino al 31.12.2020” (che ci ha consentito di bloccare i bandi  di importanti città come Roma e Milano) ma ha compreso la gravità della situazione che avrebbe comportato la applicazione della Direttiva Bolkestein ad un tessuto di 196.000 attività ambulanti, con oltre 1 milione di addetti, ed ha trovato un modo per salvaguardarli: cioè gli obiettivi di politica sociale e la tutela dell’occupazione. E dobbiamo dare atto innanzitutto alla Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, del grande lavoro di ascolto e di persuasione esercitato verso tutti i Ministri, Calenda in primis.

Ma questa decisione del Governo è una vera rivoluzione. Non ribalta totalmente lo spirito liberalizzatrice della Direttiva Bolkestein?

Infatti. E lasciami dire che tutto questo è innanzitutto un grande risultato delle lotte di tutti gli ambulanti d’Italia che in soli due anni sono stati gli artefici di uno straordinario movimento, pacifico e non violento, che ha promosso grandiose manifestazioni, a Roma ed in tutta l’Italia, fino alle ultime del 14 novembre u. s. che hanno fatto comprendere questa problematica della Direttiva Bolkestein anche ai più riottosi.

Ma tu ci credevi, che dopo quello che ti era accaduto (il licenziamento in tronco dalla Confcommercio nel marzo 2016) saresti arrivato a questi risultati e divenire in così poco tempo un leader nazionale riconosciuto da tutti?

Quel licenziamento fu un atto di cattiveria pura, per il quale pende peraltro ancora un ricorso. Ma mi ha dato la forza di reagire e, grazie a tanti amici ambulanti del basso Lazio e poi di Napoli, di Firenze e di Roma, mi ha dato modo di confermare un motto del mio grande maestro, Pietro Ingrao, che intitolò la sua biografia del 1989 “Le cose impossibili”. Ingrao affermava che non esistono cose impossibili e che solo la lotta, la forza e la volontà degli uomini possono rendere possibile ciò che sembra impossibile.  Nel giugno del 2016, quando promuovemmo a Fondi “LA MARCIA DEI SILENZIOSI il Governo, le Regioni, i Comuni avevano creduto alla balla delle cosiddette Associazioni di categoria che gli avevano raccontato che gli ambulanti erano contenti di fare i Bandi della Bolkestein. Erano già chiare le procedure ed i criteri. Erano definite le modalità e la Confcommercio organizzava in tutta l’Italia seminari con gli impiegati ed i dirigenti dei Comuni. Si sentiva “parte dello Stato” e si sostituiva persino allo Stato dando indicazioni, formulando programmi di gestione dei Bandi ecc. La Bolkestein sembrava una potente macchina da guerra invincibile. Ed invece, posso dirlo con soddisfazione, l’abbiamo battuta ed a quei signori che mi hanno licenziato gli restituisco oggi con gli interessi tutto il male che ingiustamente hanno provocato a me ed alla mia famiglia.

Quando gli ambulanti si sono resi conto che venivano rilasciate loro delle concessioni limitate nel tempo (per soli 7, 9 o 12 anni) si sono ribellati in tutta l’Italia e nelle più grandi città: Roma, Napoli, Milano, Torino, Firenze, Bari, Caserta, Campobasso, il Basso Lazio e tante altre città. E la mia capacità è stata solo quella di raccontare la verità delle cose, di persuadere e spiegare e di avermi fatto capire. Ed in modo che taluni avrebbero definito “gramsciano”, abbiamo esercitato una vera e propria “egemonia”. Tutto qui.

Ed ora tu sei divenuto Segretario Nazionale della Associazione Nazionale Ambulanti. Sei contento e quali obiettivi avete ora come Associazione?

E potrei essere più felice di cosi? Con la Associazione Imprese Oggi abbiamo costruito un importante tratto di strada che mi ha permesso di farmi conoscere in tutta l’Italia, ed a tutte le più alte cariche delle Istituzioni e del mondo della politica, ma l’ANA è un progetto ancora in costruzione con il quale abbiamo risolto la Direttiva Bolkestein. E ringrazio tutti rappresentanti del Direttivo Nazionale  per la fiducia accordatami. Ora il nostro obiettivo è diventare in un anno la più grande Associazione Nazionale degli Ambulanti. Ed è un traguardo alla nostra portata già nei prossimi mesi. E non ci fermeremo qui. La nostra ambizione è ora quella di regalare agli ambulanti una nuova legge che valorizzi i mercati – che sono stati persino dichiarati capolavori orali e immateriali del Patrimonio Culturale dall’UNESCO nel 2006 – e li faccia crescere e sviluppare nel loro lavoro.

Intervista a cura di Giovanni Meschino